La lettera al viaggiatore per l’apertura del M.E.M.O.RI.

Matera, 3 maggio 2019 –
NB. Questa lettera è indirizzata a tutti i visitatori del M.E.M.O.RI. – Museo euro mediterraneo dell’Oggetto Rifiutato, in esposizione a Matera dal 3 maggio al 7 luglio 2019 – www.memori.pro

A Franco Cassano, Walter Benjamin, Rainer Maria Rilke,

Fernand Braudel, Predrag Matvejević

Caro Viaggiatore,

testatadiretto insieme a noi verso Matera capitale europea della cultura 2019, stai per indossare i panni dell’Abitante culturale, una persona che, innamorata della città, con il suo passaggio
la inventa, la sogna, la abita, se ne prende cura e contribuisce ad avverarne la missione: essere un luogo degli incontri e degli scambi, delle partenze e dei ritorni. La scena delle nostre trasformazioni.

Stai per venire insieme a noi a conoscere M.E.M.O.RI., il Museo Euro Mediterraneo dell’Oggetto RIfiutato, un luogo in cui ci sono cose che celebrano, nello scrigno segreto del loro silenzio, la bellezza di ciò che non passa; un luogo in cui alcuni oggetti si sono addormentati e aspettano te per aprire le ciglia.

Conchiglie, sassi, sabbia, cartoline, monetine sono alcuni degli oggetti di questa accidentale collezione, cose che chiunque nella vita ha raccolto, ricevuto, ritrovato, perduto; cose che forse sono qui per dire che non è il loro accumulo o possesso a valere, ma ciò che in loro, di noi, è custodito: memorie, storie, volti, visi, sogni, desideri. Conservatrici di vissuti, souvenir dei nostri cammini stessi, le cose dicono di noi dal loro tacere. Senza voce raccontano di noi. Un paradosso come lo è quello dei semi – anch’essi oggetti esposti – che per germogliare devono cadere, restituendo alla vita la fertile necessità delle cadute. Un paradosso come lo è quello dei viaggiatori, che consentono alla vita di mettere radici solo dove tutto si muove, parte, balla, ovvero nel pensiero del cambiamento, delle differenze, dell’alterità. Contro ogni mortale fissità.

E cosi, caro Viaggiatore, stai per venire insieme a noi a incontrare gli oggetti del M.E.M.O.RI., un luogo che forse può essere concepito come il seme di un viaggiatore, come ciò che è germogliato da un viaggio in cui la terra ha ritrovato il mare e il mare ha consentito ai pensieri fissi della terra di ritrovare il moto ondoso, la pluralità delle coste e delle lingue, la profondità degli orizzonti e della libertà.

Il mare spesso guarisce la terra dal pensiero dell’assoluto e forse ci riesce perché come qualcuno ha meravigliosamente scritto, la parola mare fa rima con i verbi all’infinito, a partire dal verbo viaggiare. Il mare ha cucito i pensieri nomadi e i pensieri contadini e ci ha rimesso nelle rotte degli incontri e degli scambi.

Le stesse rotte su cui, a bordo di un magnifico toro bianco, dalle coste lontane della Fenicia, Europa fu portata fino a noi e noi diventammo Europa. Questo racconta il mito, mai attuale come oggi. Dice che quello che siamo non è nato qui, ma è il frutto dell’incontro tra ciò che c’era qui e ciò che è arrivato dall’altra parte del mare. Il mare, il Mediterraneo che negli ultimi tempi abbiamo perso e abbiamo smesso di custodire è ciò che da sempre ci ha guarito contro le ossessioni della proprietà e della sicurezza.

Davanti al Mediterraneo abbiamo trovato molte cose di quelle che nel M.E.M.O.RI. sono esposte. Per il loro tramite, caro viaggiatore, avrai modo di incontrare e di ascoltare voci inaudite.

Un invito al viaggio e alla meraviglia dell’In/torno e dell’In/contro.

 

Buon viaggio

La Luna al Guinzaglio

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